Disinnescare i costi nascosti della longevità e trasformare la transizione demografica in una leva di flessibilità e continuità strategica per la vostra azienda.
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Produco analisi dei macro-trend e del fondale socio-culturale della longevità per Brand Publisher e Corporate Media.
La longevità non è semplicemente un fenomeno demografico, ma una determinante macro-economica che ridefinisce gli assetti aziendali su tre livelli cruciali:
- Capitale Umano: La necessità di garantire la resilienza, l'aggiornamento costante e l'occupabilità dei dipendenti all'interno di dinamiche di carriera destinate a estendersi nel tempo.
- Strategia di Prodotto: La transizione verso soluzioni e modelli di servizio capaci di evolvere in sinergia con cicli di vita dei clienti sensibilmente più lunghi.
- Vantaggio Competitivo: Il riposizionamento proattivo all'interno di mercati strutturalmente trasformati dall'invecchiamento della popolazione.
Mentre l'assenza di adattamento espone le organizzazioni a rigidità strutturali, incremento dei costi e obsolescenza dell'offerta, la comprensione di questo scenario permette di intercettare il "dividendo della longevità": una sostenibilità organizzativa di lungo periodo, una profonda fidelizzazione della domanda e una crescita economica stabile.
Con il mio give-back program, supporto organizzazioni ed aziende a sfruttare una realtà che punta ai 100 anni, in una società ancora in larga parte strutturata per vite da 70.
La fonte autorevole italiana sulla longevità che riunisce quello che serve sapere per mantenersi costantemente aggiornati sul tema dall'Italia e dall'estero.
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B2C - Longevity Agenda
Newsletter settimanale sulla longevità: la fonte autorevole italiana sul tema, che definisce l'agenda del settore, non la segue. Traduzione orizzontale di quello che avviene attorno alla longevità a livello nazionale ed internazionale. Finora niente del genere in Italia.
Molti non hanno chiaro quali siano i molti fattori che determineranno la qualità della loro vita nei tanti anni che vivranno in più. L'alternativa è fra iniziare a gestire già da oggi il proprio futuro lontano quando c'è il tempo, oppure subirlo quando non si potrà più rimediare. Perché ogni anno che passa si riducono le possibilità disponibili, fino ad annullarsi.
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B2C - Be Perennial
Tutte le persone si trovano a vivere due novità assolute nella storia del genere umano: la vita si allunga con la prospettiva che molti dei giovani di oggi possano arrivare fino a cento anni + che ci possano arrivare sani. Due novità che cambiano la struttura stessa dell'arco della vita: da divisa in fasce di età: gioventù, maturità, vecchiaia a diventare una sola fascia, che la comprende tutta. Questo porta un cambio di scenario al quale pochi sono preparati.
Il mio obiettivo è fornire strumenti che accompagnino le persone a sapere cosa fare e come farlo, sfruttando il fattore tempo, i decenni che hanno davanti, e coltivando fin da giovani i tre capitali decisivi che ognuno può gestire, integrandoli tra di loro: salute, soldi e scopo. Non adattarsi al nuovo scenario porta a quello che il World Economic Forum segnala da anni : il Longevity Risk, vale a dire sopravvivere alla propria salute ed ai propri soldi, incapaci di avere uno scopo.
In Italia c'è un deficit di educazione finanziaria, questo include il risparmio. Per cui molti non risparmiano abbastanza per realizzare i loro progetti di vita. Il fatto è che generalmente, le persone non hanno metodo e collegano il risparmiare a sacrifici e rinunce invece che assimilarlo in positivo alla realizzazione di progetti di vita che hanno a cuore.
ALZARE LA CAPACITÀ DI RISPARMIO
Senza sacrifici o rinunce, fino a +500€ al mese
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B2C - My Private Welfare
I dati ufficiali mostrano che la stragrande maggioranza delle persone non è soddisfatta di quanto riesce a risparmiare ogni mese. Questo dipende dal fatto che nel nostro paese, nessuno ha mai ricevuto in gioventù un'educazione al risparmio, per cui ognuno segue una propria tecnica, per lo più appresa in famiglia. Purtroppo il fai-da-te nel risparmio non dà risultati soddisfacenti. Per adottare un metodo di risparmio, bisogna innanzitutto cambiare prospettiva passando da vedere il risparmio come sacrifici e rinunce a considerarlo semplicemente delle spese differite nel tempo. Vale a dire prima decido quali progetti di vita ai quali tengo, voglio realizzare, poi do loro una scadenza, quantifico quanto mi serve per realizzarlo, infine definisco quanto mi serve accantonare ogni mese per raggiungerlo. A questo punto verifico se la mia capacità di risparmio è sufficiente per raggiungere l'obiettivo. Se non lo è esploro tutte le possibilità che ho di alzarla e scopro come fare. Alla fine di tutto il processo inizio a risparmiare con continuità. In questo modo il risparmio mensile diventa un passo avanti verso il traguardo.
Il mio obiettivo è fornire strumenti che accompagnino le persone a sapere cosa fare e come farlo, ottimizzando il fattore tempo.
La maggior parte delle persone affronta la longevità come se le vite fossero ancora di 70 anni, condizionate come sono dalla società in cui viviamo, che è ancora strutturata su quel modello. Quel mondo non esiste più. Le conseguenze, finanziarie, fisiche, esistenziali, già oggi iniziano a manifestarsi su scala di massa.
Chi, come me, ha attraversato contesti diversi sviluppa una capacità precisa: vedere i problemi sistemici prima che diventino emergenze. E, la longevità è il più grande fra quelle che ho visto. Nel 2020 ho scelto di lavorarci: non sul declino da gestire, ma sugli anni da vivere consapevolmente e bene. Dal 2022 il mio give-back program fa una cosa precisa: traduce per le persone ciò che il World Economic Forum raccomanda a istituzioni e aziende. In Italia, non era ancora successo.
Il mio lavoro si articola su tre convinzioni interconnesse:
A - La longevità funziona solo se salute, soldi e scopo sono interconnessi e armonizzati tra loro. Non sono tre capitoli separati, ma sono tre pilastri che si sorreggono a vicenda. Se uno è debole, gli altri cedono. Se uno manca, la vita perde coerenza con se stessa, indipendentemente da quanto gli altri due siano solidi. La longevità felice richiede che tutti e tre siano adeguati, integrati e costantemente riallineati agli obiettivi personali. Eppure quasi nessuno li gestisce insieme.
B - Il momento sbagliato per prepararsi è quando la longevità diventa urgente. Chi inizia a 60 anni ha ancora margine, ma molto meno di chi inizia a 40. Il vantaggio competitivo della longevità si costruisce con decenni di anticipo, non con anni. La maggior parte delle persone lo scopre troppo tardi.
C - Il problema non è la mancanza di informazioni, ma la mancanza di un'architettura progettata per la vita reale. Esistono risorse infinite su salute, finanza personale e benessere. Il problema è che arrivano frammentate, contraddittorie. Senza una struttura che le tenga insieme, ogni tentativo si esaurisce rapidamente. Serve una cornice che li organizzi.
Quello che fo è accessibile a chiunque. Ma il mio interlocutore privilegiato è l'azienda. La longevità dei propri dipendenti e clienti non è un tema di welfare, è un rischio non presidiato e un vantaggio competitivo non ancora sfruttato. Le aziende che lo capiscono prima delle altre avranno persone più resilienti, clienti più fedeli e una posizione difendibile in un mercato che sta cambiando più velocemente di quanto i modelli di gestione attuali riescano a vedere.
Ho sempre creduto che l'Italia abbia un grande futuro. Ho vissuto il boom economico e so cosa sia lo spirito italiano. Da qualche decennio non è visibile, ma c'è. Lo dimostrano gli italiani che si fanno onore in tutto il mondo, le imprese che tengono forte il sistema produttivo e l'export, i fondatori che ci provano pur sapendo che la mortalità sarà di nove su dieci.
In questi anni lo spirito italiano non si vede perché non si muove all'unisono come fu allora. Ma tornerà a farlo.
Condivido la visione di Alec Ross, che conosce l'Italia meglio di molti italiani, quando invita a cambiare mentalità, a usare la tradizione come rampa di lancio, a costruire una società multigenerazionale dove le chiavi del futuro vengono consegnate a chi dovrà viverlo. Lo spirito italiano non ha età. Va lasciato libero di fare.
L'Italia ha bisogno di chi voglia intraprendere, a qualunque livello e con qualunque dimensione. Sono motori di sviluppo preziosi e finora sottoutilizzati. Il problema strutturale è noto: molti sono giovani, con coraggio e visione, ma, ovviamente, senza ancora la massa critica di esperienza che fa la differenza tra sopravvivere e scalare. La curva di apprendimento per chi intraprende è lunga e costosa. Condividere metodi verificati e prospettive maturate sul campo può accorciarla in modo significativo.
Sono fra coloro che auspicano che noi senior trasferiamo quello che abbiamo avuto alle generazioni più giovani, in modo che sia utile alla sopravvivenza e al successo. Con questa missione, dopo il Covid-19, ho attivato un mio programma di give-back a loro favore. La mia seniority è un asset preciso: sono oltre gli interessi di carriera e di posizione. Quello che condivido, lo condivido perché funziona.